Pare che, dopo il lancio di iPod, Apple abbia ritrovato quel lustro di un tempo, anzi, diciamo proprio che la sua popolarità è letteralmente decollata: ormai anche chi di informatica sa poco e nulla, conosce il marchio della mela.
Personalmente ho sempre apprezzato il mondo Apple e, ultimamente, ho avuto modo di toccare con mano qualche “tecnocoso” realizzato da questa azienda, come ad esempio il MacBook Pro. Gran bell’oggetto, non c’è che dire.
Onestamente mi sono chiesto se, a parità di prezzo, non si riesca a trovare un’alternativa “PC-based” (anche se comunque i nuovi MAC sono sostanzialmente dei PC a tutti gli effetti, non montano più hardware “proprio”), magari con un bel pinguino sopra, ma è un altro discorso.
Trascinato dalla moda, un mio amico ha pensato bene di farsi un regalo e comprarsi un iPhone.
Si tratta di un telefono per modo di dire; di fatto sembra più un qualcosa che ci arriva dal futuro che non un cellulare e comunque le sue caratteristiche tecniche ne fanno un computer in tutto e per tutto, tant’è che il suo sistema operativo è fondamentalmente una miniatura del MacOS X, del quale riprende anche la grafica e condivide alcune applicazioni, prima fra tutte Safari, il noto Browser WEB della mela.
Non essendo particolarmente avvezzo al mondo dei computer (tutt’altro), il mio amico ha chiesto se gli davo una mano a capirne meglio il funzionamento e soprattutto se riuscivo a passargli qualche canzone. Già perché, come detto sopra, non fa solo da telefono, è anche un iPod a tutti gli effetti, ovvero consente di ascoltare musica e con una qualità sonora piuttosto elevata. Tra l’altro, considerando che il dispositivo ha una capacità totale di 8Gb (c’è anche un modello da 16Gb, ma diciamoci la verità: già riempire 8Gb di mp3 non è impresa da poco, salvo uno non voglia buttare dentro di ogni senza neanche sapere cos’ha, figuriamoci il doppio …).
Ecco, qui parte la mia crociata contro il famigerato mondo Apple e la sua legge, semplice e chiara: vuoi qualcosa ? bene, pagala
Non è neanche una legge malvagia, trovo giusto pagare per avere un servizio, un gadget, qualcosa, però, voglio dire: se ho speso fior di quattrini per un oggetto tecnologico all’avanguardia e quindi ne sono il legittimo possessore, posso anche aspettarmi di poterci fare un po’ quello che mi pare ?
Intendiamoci, per “fare un po’ quello che mi pare” intendo: trasferirci le mie canzoni preferite, installare un’applicazione fatta da pinkopallino che mi piace e fa quello che mi interessa, collegarlo al mio PC tramite un “qualche protocollo standard”, piuttosto che trasferire file (come ad esempio immagini) con altri cellulari via bluetoth, ecc…
Insomma, nulla di trascendentale, sono cose che io già faccio da anni con il mio “misero” Nokia 6111 e senza nessun problema (ci ho installato Opera, GoogleMaps, ecc….).
Bene, cioè, male, perché a quanto pare questo iPhone è TOTALMENTE BLINDATO.
Unica porta per poter scambiare dati con il dispositivo è iTunes, un software per la gestione di contenuti multimediali esclusivamente disponibile per le piattaforme MacOS X (dove è nativo) e Windows.
Su Linux non c’è verso di farlo andare, almeno, non in modo decoroso.
Con Wine proprio non c’è storia, salvo qualche vecchia versione, direi che quelle nuove sono fuori dalla portata (iTunes richiede Windows XP SP2).
Utilizzando un sistema di virtualizzazione, come può essere VMWare o VirtualBox, si riesce giusto ad installarlo e usarlo in forma “minimale”, ma diciamo che il grosso del suo scopo viene meno: non c’è verso di fargli vedere l’iPhone quando lo si collega via USB.
Per essere esatti, il sistema lo vede, ma va in crash !
Non ho ben capito dove sta l’inghippo, sembra che sia il driver USB di Linux che ha noie con il dispositivo e, di fatto, mal lo digerisce, rendendo impossibile instaurare una comunicazione decente; in giro ho trovato gente che ha usato una versione particolare di iTunes, vmware server, ecc… ed ha combinato qualcosa, ma con limitazioni e crash. Insomma, siamo ben lontani da una soluzione decorosa.
Qui trovate qualche info su VMWare in merito alla questione: http://communities.vmware.com/thread/91715?tstart=0&start=120
Ma quindi non c’è nessuna alternativa ad iTunes ?
Beh, diciamo che un’alternativa “pulita”, cioè senza ricorrere al “crack del dispositivo” (più avanti spiego di cosa si tratta) l’ho anche trovata, si tratta di comunicare attraverso il protocollo WebDav, ma tuttavia ha qualche “contro”, ovvero:
PRO:
- Consente lo scambio dati con qualsiasi sistema supporti il protocollo WebDAV (Windows, MAC e Linux lo supportano)
- Permette di aprire qualsiasi tipo di contenuto, dagli mp3, ai file pdf, immagini, ecc…
- E’ piuttosto semplice da usare (praticamente uno vede il proprio iPhone come una “cartella”)
- E’ un sistema molto veloce; a trasferire un mp3 da 5-6Mb ci vogliono una manciata di secondi, 2 o 3.
CONTRO:
- E’ necessario installare su iPhone un’applicazione a pagamento (Air Sharing) e …
- … per farlo occorre iTunes, quindi o si ha un Windows/Mac o bisogna chiedere un favore a qualche amico che lo ha, con tutti i problemi che ne conseguono (comprare l’applicazione tramite carta di credito, trasferire il tutto su iPhone senza “piallare” quello che già c’è, ecc….)
- Il software in questione funziona esclusivamente via WI-FI; quindi se iPhone e il PC non sono entrambi nella stessa rete wi-fi, “nada, non si fa nulla” (anche se, tramite qualche stratagemma, ci si può riuscire) ma diciamo che laddove non c’è wi-fi, non si fa niente.
- I dati trasferiti sull’iPhone tramite Air Sharing sono in una “apposita cartella”, separata da tutto il resto e a “compartimento stagno”, ovvero: gli eventuali mp3 che vado a caricare, non me li ritrovo sotto l’applicazione iPod. Sì, li posso ascoltare, ma perché è Air Sharing che, tramite il suo “file manager” apre i files che trasferisco con esso.
Una recensione di Air Sharing potete trovarla qui: http://www.ipodtouchitalia.com/accessori/air-sharing-per-ipodtouch-e-iphone/
Per quanto riguarda Linux, è necessario avere un kernel compilato con il supporto a CODA Filesystem o anche a FUSE (io per “non saper nè leggere nè scrivere, ho ricompilato il kernel abilitando entrambi). Dopodiché è sufficiente installare DAVFS2 e usare un browser/file manager come ad esempio Konqueror (anche Nautilus di Gnome dovrebbe andare) inserendo un indirizzo come questo: webdav://192.168.0.3:8080
Se sull’iPhone si è lanciata l’applicazione Air Sharing (essa stessa comunica, in basso, l’indirizzo da utilizzare per connettersi; addirittura fornisce una chiara guida in linea, pure in italiano, su come utilizzare l’applicazione, persino da parte degli utenti Linux, cosa molto apprezzabile) ed è attivo il logo della rete WI-FI (cioè è stata intercettata ed attivata la rete wi-fi), si accede al dispositivo come fosse una cartella, tutto qui !
Quella descritta sopra è la soluzione che definirei “legale”, ovvero, non si viola nessun contratto di licenza e non si va ad alterare iPhone in nessun modo (se non installando un’applicazione che è disponibile ed installabile proprio attraverso iTunes/AppleStore). L’alternativa “sporca” prevede invece il sostanziale crack del firmware dell’iPhone, operazione che in gergo pare si chiami jailbreak. Non sto qui a ripetere la procedura, perché su altri blog trovate la cosa descritta bene, questo è soltanto il primo che potete trovare facendo una ricerca su google: Jailbreak.
Io non l’ho provata, anche perché l’iPhone non è mio e comunque è ancora in garanzia ed, infine, al mio amico non frega granché dell’impossibilità di comunicare con il pinguino, anzi …
Però diciamo che, una volta applicata la “soluzione” (attenzione, perché a seconda del firmware installato, bisogna applicare la relativa modifica e non è detto che, se lo avete aggiornato, sia già uscita quella nuova ….), potrete installare quello che vi pare, non necessariamente da AppleStore. Ma non solo: c’è la possibilità di installare due pacchetti aggiuntivi chiamati “BSD Subsystem” e “OpenSSH” che consentono di connettersi al proprio iPhone via SSH e SFTP. Per l’SFTP si legge ovunque di un software per Windows chiamato WinSCP, tuttavia so che anche un analogo per Linux come gFTP supporta SFTP (Secure File Transfer Protocol, semplicemente una sigla che identifica un protocollo di trasferimento file su un canale sicuro), quindi non escludo possa funzionare.
Tramite questa soluzione “si narra” la possibilità di usare anche software come Amarok al posto di iTunes per sincronizzare la musica, tuttavia qualche utente ha manifestato problemi circa connessioni che cadono, ecc…
Ma ripeto, è tutta roba che non ho avuto modo di provare. Quello che sono riuscito ad usare effettivamente è Air Share (esistono comunque soluzioni analoghe, come Files) e posso affermare che funziona perfettamente. Dato che sul PC ho un server FTP, sarebbe stato interessante provare anche una soluzione come FTPOnTheGo , cioè un client FTP vero e proprio per iPhone, in modo da poter scaricare sul proprio dispositivo files di ogni tipo attraverso Internet e quindi non limitati dalla rete locale wi-fi (non confondiamoci: il wi-fi viene usato anche per scaricare tramite internet, ma mentre nel caso di FTPOnTheGo è l’iPhone a fare da “client”, con Air Share è il PC con il quale scambiamo i dati, in altri termini, con quest’ultimo l’iPhone è visibile solo alla rete locale, non a tutta internet - salvo il network non venga configurato opportunamente e non credo sia il caso, perché implica mettere mano alla configurazione di natting del router wireless - con i problemi che ne conseguono).
Per finire questa panoramica dell’iPhone (sì, lo so che è in commercio già da un pezzo, ma io soltanto ora ne ho visto uno e pare che non sono il solo, anzi ….) bisogna aggiungere l’assurda mancanza di certe possibilità che invece sono scontate su qualsiasi altro dispositivo (anche ben più datato), come ad esempio: impossibilità di creare filmati (fa solo foto … questa cosa è andata un po’ storta anche al mio amico, ma pazienza), non permette di inviare MMS (mah, non so quanti siano avvezzi ad usare MMS, io ho sempre e solo usato banali SMS e non ho mai avvertito la necessità di “messaggi multimediali”) e non consente di comunicare via bluetoth con altri cellulari. Sì, ecco, viene da chiedersi se il gioco vale la candela, dato che a prezzi probabilmente inferiori uno si può comprare un PDA che sostanzialmente fa le stesse cose (telefono, lettore mp3, navigatore satellitare, browser web, e-mail, ecc…) e anche qualcosa in più, ma più che altro la insopportabile limitazione di poter fare tutto solo ed esclusivamente tramite iTunes , che sarà pure semplice da usare, ma se solo penso che sincronizzando dal mio pc l’iPhone, l’amico in questione non può andare da nessun altro, pena perdere tutto quello che gli ho passato io e sostituirlo integralmente con quello che trova “sull’altro PC usato per sincronizzare”, mi vengono i brividi.
Qua parliamo di gente (Apple, in questo caso), che ha realizzato un sistema blindato esclusivamente teso a fare soldi e che schiaccia senza pietà qualsiasi barlume di libertà personale. Se poi aggiungiamo la scoperta che l’iPhone invia non meglio precisate informazioni alla casa madre e comunque alla possibilità della stessa di poter bloccare, in remoto, qualsiasi applicazione l’utente installi sul proprio dispositivo, ecco, mi vengono un po’ i brividi. Il fatto stesso che un sistema come Linux sia sostanzialmente boicottato (avete acquistato un iPhone, andate per collegarlo via USB al pinguino, non lo vede, iniziate a cercare se qualche anima pia ha realizzato qualche escamotage e vi accorgete che non c’è sostanzialmente nulla !), mi fa storcere ulteriormente il naso e mi spinge ad affermare che di simili dispositivi andrebbe evitato categoricamente l’acquisto.